Settembre porta novità: anche per i reati 231

Negli ultimi mesi il legislatore italiano è intervenuto con due significative modifiche al Decreto Legislativo 231/2001, ampliando ulteriormente il catalogo dei reati presupposto in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Vediamo nel dettaglio le principali novità.

  1. I delitti contro gli animali entrano nel D.lgs. 231/2001

Con la Legge n. 82 del 6 giugno 2025, è stato introdotto nel perimetro dei reati presupposto l’articolo 25-undevicies, che disciplina i delitti contro gli animali. Si tratta di un intervento normativo di ampio respiro, che non solo rafforza il sistema sanzionatorio per i reati commessi ai danni degli animali, ma introduce un principio innovativo: per la prima volta, gli animali vengono riconosciuti come “esseri senzienti”.

Ciò è rappresentato anche dalla modifica al Titolo IX-bis del Libro Secondo del Codice Penale, che da “Dei delitti contro il sentimento per gli animali” viene riformulato in “Delitti contro gli animali”. Si passa, quindi, da una tutela indiretta (incentrata sul sentimento umano) a una protezione diretta dell’animale in quanto tale. Con l’ingresso di questi reati nel D.lgs. 231, le imprese possono ora essere chiamate a rispondere direttamente per comportamenti illeciti compiuti in danno agli animali.

I reati richiamati dall’articolo 25-undevicies sono:

  • Uccisione e maltrattamento di animali (artt. 544-bis e 544-ter c.p.)
  • Spettacoli o manifestazioni vietati che comportano sevizie o strazio per gli animali (art. 544-quater c.p.)
  • Combattimenti tra animali (art. 544-quinquies c.p.)
  • Uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638 c.p.)

2. Nuove responsabilità ambientali per le imprese

Un’ulteriore modifica di rilievo è introdotta dal Decreto-Legge n. 116, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’8 agosto 2025, recante “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell’area denominata Terra dei Fuochi”.

Il testo normativo che risponde alla necessità di assicurare  il contrasto  delle  attività  illecite  in  materia  di  rifiuti,  che interessano   l’intero   territorio   nazionale, va ad incidere, con modifiche tutt’altro che trascurabili, sull’articolo 25-undecies del D.lgs. 231/2001, relativo ai reati ambientali.

In particolare, il decreto prevede:

  • L’inasprimento del trattamento sanzionatorio per l’abbandono  e la gestione illecita dei rifiuti, distinguendo in modo netto i rifiuti non pericolosi e pericolosi. La distinzione acquista importanza in quanto sono previste ora pene graduate sulla base della gravità della condotta e ai rischi connessi all’ambiente e alla persona.
  • L’aumento delle sanzioni pecuniarie a carico degli enti in caso di responsabilità.

Le disposizioni del decreto sono attualmente in fase di conversione in legge, con scadenza fissata al 7 ottobre 2025, e potrebbero subire modifiche in sede parlamentare. Tuttavia, anche nella formulazione attuale, il provvedimento segna un rafforzamento del sistema di responsabilità ambientale delle imprese, in linea con i principi di sostenibilità e tutela del territorio.

Il quadro normativo dunque si arricchisce di nuove fattispecie che incidono direttamente sull’organizzazione e sul sistema di controllo interno delle imprese. L’ampliamento dei reati presupposto impone agli enti una costante attività di aggiornamento e adeguamento dei modelli 231, al fine di prevenire responsabilità e garantire conformità alle nuove disposizioni di legge.

Unilab -Team - Eleonora Giordano

Eleonora Giordano

Consulente esperto

Giurista esperta in attività di compliance e supporto in materia di ‘Normativa Anticorruzione’ e ‘Trasparenza’ e definizione di Modelli 231.

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